Nel corso della puntata 437 di Pit Talk, Giacomo Altoè — protagonista dell’IMSA e osservatore privilegiato del motorsport americano — ha offerto uno spaccato estremamente interessante sul futuro a stelle e strisce della Formula 1. L’attenzione si è concentrata soprattutto sul progetto Cadillac, atteso al debutto nel 2026, e su quello che potrebbe essere il nome destinato a diventare il primo vero talento USA del nuovo corso: Colton Herta.
Cadillac, un progetto a lungo termine che non punta alla gloria immediata
Altoè, che negli Stati Uniti vive quotidianamente il mondo del motorsport, ha confermato ciò che da mesi si sussurra nei corridoi del paddock: Cadillac non si aspetta di vincere subito. Il marchio americano — forte dell’ingresso nella F1 con un approccio strutturato e sostenuto da tecnici esperti come Pat Symonds — sta impostando un percorso graduale.
«È un progetto a lungo termine. Non si aspettano di essere lì davanti nei primi due anni»
ha spiegato Altoè durante l’intervista.
— Cadillac Formula 1 Team (@Cadillac_F1) September 2, 2025
Un approccio prudente, ma coerente con la filosofia dei grandi costruttori che entrano in Formula 1 con ambizioni solide ma realistiche. Anche la scelta dei due piloti titolari non tradisce questa visione: profili esperti, chiamati a costruire, non a stupire.
A sorprendere, però, è un’altra frase del pilota italiano: l’appoggio motoristico di Ferrari, opzione che secondo Altoè può rappresentare “un vantaggio… oppure no”. Una diplomazia che nasconde il grande punto interrogativo del 2026: il motore Ferrari. Se le indiscrezioni negative dovessero trovare conferma, la sfida Cadillac sarebbe ancora più complessa del previsto.
Colton Herta, il vero jolly americano
Ma il vero nome caldo dell’intervista è uno solo: Colton Herta.
Altoè non ha esitato un attimo quando gli è stato chiesto chi possa essere il miglior prospetto USA pronto per la Formula 1. L’identikit è chiaro: giovane, veloce, già noto al grande pubblico IndyCar, e soprattutto nel mirino diretto di Cadillac.
“È già nel mirino. È il pilota di riserva Cadillac e nel 2026 correrà in Formula 2 con il team Hitech per acquisire esperienza sulle piste europee”e inserirsi nel circus»
ha rivelato Altoè.
Una mossa che non lascia spazio ai dubbi: Cadillac vuole costruirsi il proprio pilota americano.
Non un semplice testimonial, ma un investimento strategico.
Herta, a soli 25 anni, rappresenta ciò che gli Stati Uniti inseguono da oltre un decennio: un talento nativo con credenziali reali per correre ai massimi livelli. Cadillac lo sta plasmando, inserendolo già ora nel sistema europeo, passo fondamentale per chi proviene dalla IndyCar e punta alla massima categoria.
275 laps to move forward. Let’s. Go.#INDYCAR pic.twitter.com/eoaan5Hsut
— Colton Herta (@ColtonHerta) July 12, 2025
La line-up del debutto? Solo una transizione
Altoè chiarisce che i due piloti che esordiranno nel 2026 con Cadillac non sono il futuro del progetto, ma il trampolino di lancio. Esperienza prima della prestazione, fondamento prima dell’ambizione.
Il vero obiettivo è un altro: un giovane americano competitivo in F1.
E Herta — sempre secondo Altoè — è il nome papabile.
Il più logico.
Il più pronto.
Cadillac e Herta: l’asse USA che vuole cambiare la F1

Dalle parole di Altoè emerge una fotografia molto chiara: Cadillac non viene in Formula 1 per partecipare, ma per costruire qualcosa di grande. Lo farà gradualmente, senza proclami, con investimenti strutturati e scelte ponderate.
E al centro del progetto c’è un volto: Colton Herta.
Se davvero sarà lui il pilota su cui Cadillac punterà dopo il biennio iniziale, potremmo assistere al primo vero assalto americano all’élite della F1 moderna.
Un progetto che guarda lontano.
Un pilota che vuole arrivare.
Un marchio che sogna di cambiare gli equilibri.
Il futuro potrebbe parlare americano. E secondo Altoè, quel futuro ha già un nome e un cognome.





