Will Power e il Team Penske si separano dopo 17 stagioni. Insieme hanno vinto due campionati IndyCar, due Indy500 e hanno tagliato il traguardo in prima posizione per 42 volte. Qualcuno potrebbe pensare che a 44 anni di età potrebbe bastare così, ma sembra proprio che il nativo di Toowoomba non abbia ancora intenzione di appendere il casco al chiodo.
La notizia, per quanto possa sembrare sconvolgente, era nell’aria. Il contratto di Will Power era in scadenza già a inizio stagione e, a causa dello scandalo che ha portato Roger Penske a rivoluzionare il team, il management ha atteso la fine del campionato per sedersi al tavolo delle trattative con il proprio pilota. Power aveva dichiarato di sentirsi ancora perfettamente in grado di correre quattro o cinque stagioni, ma va anche detto che “The Captain” è sempre stato molto restio a fare rinnovi pluriennali a piloti oltre i quarant’anni, come già ampiamente dimostrato in passato con Helio Castroneves.
Il comunicato stampa di Roger Penske, per altro, lascia intendere che la decisione di prendere un’altra strada sia arrivata proprio dallo stesso Will Power:
“Mentre ci sedevamo per parlare del nostro futuro insieme, Will ha sentito che era giunto il momento per lui di cambiare a partire dalla prossima stagione. È stato un pilota e un compagno di squadra eccezionale per la nostra organizzazione. I suoi risultati parlano da soli e gli auguriamo il meglio per la prossima fase della sua carriera”
La risposta dell’australiano non si è fatta attendere
“È stato l’onore della mia vita guidare per Roger e il Team Penske. Abbiamo realizzato tanto insieme e sarò sempre grato per il tempo trascorso con il team e i miei compagni di squadra che mi hanno supportato lungo il percorso. Dopo un’attenta riflessione, ho pensato che un cambiamento fosse la scelta giusta per me in questo momento”
Dopo diciassette anni, la monoposto numero 12 che Will Power ereditò da Helio Castroneves avrà un nuovo pilota. La scelta sembra automatica, ovvero David Malukas, in forze al team di A.J. Foyt che altro non è che un team cliente di Penske stesso. Dove andrà Will Power? Al momento non ci sono state dichiarazioni da parte di nessuno, ma è altrettanto vero che l’australiano sia stato visto durante la stagione nel box di Andretti Global. A livello di scelta potrebbe essere buona, anche se in questo caso si tratterà di cambiare non solo team ma anche motorizzazione (Andretti monta i motori Honda – NDR).
Cosa provoca l’uscita di Power?
La verità è che l’uscita di Power da Penske innesca un effetto domino che sarà tutto da scoprire. Sì, perché se tutti i rumors dovessero risultare fondati, avremmo tre top team alla ricerca di un pilota: Colton Herta (Andretti Global) destinato alla Formula 2, il campione Alex Palou (Chip Ganassi Racing) che passerebbe in Formula 1 per diventare compagno di box di Max Verstappen in Red Bull e, per l’appunto, David Malukas che verrebbe promosso in Penske.
Il fatto che sia stato Power a cercare una nuova sfida lontano dal Team Penske non può fare a meno di indurci a una riflessione. Quanto è realmente rimasto del team che più ha vinto nella storia delle corse americane, dopo i terremoti delle due ultime stagioni? Se l’annata scorsa è stata sottotono, questa si è rivelata un totale disastro. Due vittorie soltanto in tutto il campionato, senza mai dare l’impressione di essere realmente competitivi. Strategie di gara al limite del comprensibile e pit stop disastrosi sono stati soltanto lo specchio di una situazione caotica e mai realmente sotto controllo.
Chip Ganassi e A.J. Foyt sono sempre stati al loro posto al muretto, Roger Penske è sembrato più un uomo d’affari che un Team Principal, e questo vale più di mille parole. La squadra si è un po’ ripresa all’ultima gara dove ha vinto Josef Newgarden e tutto è andato bene, ma era un ovale dove notoriamente il team riesce a essere competitivo. Ci vuole ben altro per poter dire che Penske è tornata davvero tra le squadre che contano.
Quando la carta d’identità dice 44, sai perfettamente di non avere il tempo per attendere una rifondazione. Power ha probabilmente capito che il Team negli ultimi anni ha perso troppi pezzi e che ci vorrà tempo per completare di nuovo il mosaico giusto. La concorrenza non solo non aspetta, ma apre gap difficilmente colmabili. Chip Ganassi Racing è una corazzata, Arrow McLaren sta crescendo sempre di più, i team minori approfittano di ogni occasione per mettersi in mostra e far parlare di se. In queste situazioni, se hai bisogno di vincere subito, devi svuotare l’armadietto e guardare altrove.
In tutto questo discorso, chi ci perde senz’altro di più è Roger Penske. Sì, perché quando hai un team da rifondare e meccanismi da consolidare, un pilota veterano come Will Power ti serve come il pane. Chip Ganassi ha vinto quattro campionati con Alex Palou, ma non ha mai pensato nemmeno per un secondo di privarsi dell’esperienza e della visione di gara di Scott Dixon. E, infatti, al netto dell’exploit di Newgarden a Nashville, chi ha tenuto la barra dritta per tutta la stagione.
Chi è il primo pilota Penske in classifica? Esatto, proprio Will Power. Era realmente necessario attendere la fine della stagione per sedersi a quel tavolo? Il lato umano, presto o tardi, chiede il suo tributo. E se una persona non si sente voluta, se una persona dopo diciassette anni non si sente valorizzata dal punto di vista umano e sportivo, va altrove e fa bene a farlo. E non parliamo di soldi, perché non è davvero il caso di farlo in questa situazione.
Sarà dura vedere la 12 di Penske con un altro nome nel 2026, ma questo è il motorsport. Sugli ovali vuoti soffia ormai il vento autunnale, in attesa che si riaccendano i motori per scrivere nuove pagine di questo sport meraviglioso.




