Will Power (Team Penske) ha vinto il Grand Prix of Portland, terzultima gara della stagione 2025 della NTT IndyCar Series. Secondo posto per Christian Lundgaard (Arrow McLaren), terzo posto per Alex Palou (Chip Ganassi Racing), che si laurea campione per la quarta volta. Allo spagnolo sarebbe bastato chiudere la gara davanti a Pato O´Ward, e così ha fatto. Il pilota spagnolo conclude una stagione da mattatore assoluto.
Team Penske, stavolta partiamo da loro. Sì, perché alzi la mano chiunque avrebbe mai pensato -razionalmente parlando- che Will Power avrebbe potuto bissare il successo dello scorso anno dopo quanto successo in questa stagione. D´accordo i problemi di Pato O´Ward, ma il numero 12 di Penske è stato autore di una gara straordinaria. Si vedeva già dalle qualifiche che il neozelandese sarebbe stato della partita (quarto in qualifica – NDR) ma che avrebbe addirittura potuto vincere era francamente difficile da ipotizzare. Dubbi sul talento di Power? Nessuno, ma vatti a fidare di Penske quest´anno. Settimo posto per Scott McLaughlin, ventiquattresimo per Josef Newgarden. Nelle stagioni orribili emergono i piloti esperti, infatti Will Power è di gran lunga il miglior piazzato del trio di ¨The Captain¨. Che dovrebbero riconfermarlo l´ho già detto, quindi non lo ribadirò ulteriormente.
Si parla di un avvicendamento con David Malukas (A.J.Foyt Racing). Per fare cosa, dico io? Farlo finire dallo psichiatra come Newgarden? Mettere in macchina un giovane in un team allo sbando significa soltanto bruciarlo.
Power-up collected. Victory achieved pic.twitter.com/e5FaHHZJuH
— NTT INDYCAR SERIES (@IndyCar) August 10, 2025
Chip Ganassi Racing, cosa possiamo dire che non sia stato già detto? Probabilmente Palou non avrebbe vinto senza il problema di O´Ward, ma questo non cambia la storia, al massimo la ribadisce: nei momenti cruciali, il pilota spagnolo e la sua squadra non sbagliano. Non puoi vincere? Punti al piazzamento. Hai la possibilità di chiudere i giochi? Li chiudi. Questo fanno i campioni, da sempre. Terzo titolo consecutivo, come Ted Horn (1946 – 1947 – 1948), Sébastien Bourdais (2004 – 2005 – 2006 – 2007) e Dario Franchitti (2009 – 2010 – 2011). Quattro titoli in cinque anni, terzo all time in compagnia di Bourdais, Franchitti e un certo Mario Andretti. Aggettivi? Finiti, altri eventuali metteteli voi. Quando il miglior pilota è nella squadra migliore, succedono queste cose: campionati finiti in anticipo e avversari ridotti a comparse.
Arrow McLaren si presentava in questo week end con un unico obiettivo: mettere Pato O´Ward davanti ad Alex Palou. La gara, di fatto, è durata ventidue tornate. Il messicano, rientrato ai box per probabili problemi al motore ha concluso la gara a nove giri di distacco dal leader. Bel secondo posto di Christian Lundgaard, ma il rammarico in casa papaya non può che essere tanto. Tra problemi tecnici e incostanza di risultati, si è finiti a raccogliere le briciole di un campionato che non ha avuto storia. Andando avanti così. Pato O´Ward diventerà un eterno incompiuto. C´è da svegliarsi e farlo in fretta, perché il tempo è galantuomo ma, allo stesso tempo, non aspetta nessuno.
A DIVE BY PALOU! @lundgaardoff fights back and gets back to P2. pic.twitter.com/Q5OiYBOmun
— NTT INDYCAR SERIES (@IndyCar) August 10, 2025
Team Andretti protagonista dell´ennesima gara incolore. Kyle Kirchwood a metà stagione era il diretto inseguitore di Alex Palou, poi inspiegabilmente si è dissolto come neve al sole. Colton Herta ha centrato la top ten, ma è decisamente troppo poco per una squadra che, a inizio stagione, aveva nel californiano il vice campione dell´anno precedente. Vale lo stesso discorso di Penske: quando ti approcci a questa IndyCar con altri pensieri per la testa, finisci a fare stagioni di questo genere: ok, Kyrkwood ha vinto delle gare, ma la squadra è stata incostante per tutto il corso del campionato. A fine mese andrà tutto ufficialmente in archivio, ed è un bene. Andretti deve ricostruire, ma la sensazione è che l´ingresso di Cadillac in Formula 1 sarà ben più di una distrazione.
PREMA Racing non fa ormai più notizia, e la cosa è tutt´altro che bella. Sesto posto per Calum Ilott, subito davanti a Scott McLaughlin, pilota di Penske, così per gradire. Quindicesimo posto per Robert Shwartzman. Se a inizio stagione avessero detto ai vertici della scuderia veneta che, nell´anno del debutto, avrebbero fatto la pole position alla Indy500 e avrebbero fatto top ten tranquille nella seconda parte di stagione, sarebbe probabilmente servito un calmante. Ennesima dimostrazione che quando hai le idee chiare, sai come si vince e riesci a fare esperienza nel modo giusto, i risultati non tardano ad arrivare. Guai ad adagiarsi sugli allori però: nel 2026 non si scherza più, perché Top 5 e podi dovranno diventare alla portata. E sarà tutt´altro che facile.
Menzione di merito a Graham Rahal (Rahal Letterman Lanigan Racing) che si è piazzato quarto. Non diamoli per scontati questi risultati dei piccoli team a fine stagione, perché con i costi aumentati a dismisura, le squadre minori arrivano a questo punto del campionato con la coperta veramente corta a livello di motori e pezzi. Bravi!
Portland power play: Will wins, Palou reigns⚡
Here are the results from Sunday’s #PortlandGP pic.twitter.com/SkYLnowbnk
— NTT INDYCAR SERIES (@IndyCar) August 10, 2025
Adesso settimana di pausa, poi ultimi due appuntamenti su ovale in rapida successione, tutti d´un fiato. Prossimo appuntamento il 24 agosto a Milwaukee!





