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giovedì, Gennaio 15, 2026

IndyCar | Palou mostro della Laguna, a Portland primo match-point

Alex Palou domina il GP di Monterey a Laguna Seca con una prestazione schiacciante, rifilando distacchi imbarazzanti agli avversari. Mentre il Team Ganassi vola, Penske sprofonda nella crisi più nera e in casa Andretti scoppia il caso Herta. A Portland lo spagnolo può già chiudere i conti per il titolo IndyCar.

Alex Palou (Chip Ganassi Racing) ha vinto il GP di Monterey sul circuito di Laguna Seca. Secondo posto per Christian Lundgaard (Arrow McLaren), terzo Colton Hertha (Andretti Global). Tra due settimane sul tracciato di Portland, il pilota spagnolo avrà la possibilità di chiudere matematicamente i giochi per il titolo.

Partiamo da chi ha portato tutti a scuola, ancora una volta. Team Ganassi praticamente perfetto. Quella di Palou è stata forse la prestazione più schiacciante da inizio stagione. E, considerando il campionato che sta facendo, è tutto dire. Che montasse le gomme morbide o le dure, si è trattato di un dominio a tratti imbarazzante per gli avversari. A tratti, chiunque beccava un secondo al giro. Che sarebbe stata dura per tutti lo si era capito fin dalle qualifiche, con lo spagnolo a siglare una pole position incredibile, ma nessuno -forse- si aspettava che il gran premio sarebbe stato poco più che una formalità. Scott Dixon partiva indietro, ma la solita strategia perfetta lo ha portato a concludere la gara in quinta posizione. Peccato per il lungo a curva 1 dopo l’ultima ripartenza che ha permesso a Pato O’Ward di superarlo, ma c’è ben poco altro da dire. Ganassi ha capito più di tutti gli altri come fare a far funzionare la monoposto con l’avvento dell’ibrido. In vista del 2026 le altre squadre dovranno darsi una sonora svegliata, perché l’asticella è tremendamente alta.

Arrow McLaren a due facce: grande prestazione di Christian Lundgaard, ma il grande atteso era, per forza di cose, Pato O’Ward. Il messicano forte dello slancio delle ultime gare, si presentava a Monterey con un unico obiettivo possibile: vincere. Scattato dalla seconda posizione, è stato subito sorpassato da Colton Hertha e, quando è stato costretto a montare le gomme dure, è letteralmente scomparso dai radar. Basti pensare che, a metà gara, era a quaranta secondi da Palou. Intendiamoci, dopo tante belle prestazioni un week end incolore ci può anche stare, ma a questo punto della stagione e con un avversario come lo spagnolo, questo tipo di contrattempi non sono ammessi. Quarto posto finale, grazie anche al lungo di Scott Dixon che gli ha permesso di guadagnare una posizione. Peccato, per provare a tenere vivo il campionato sarebbe servito ben altro.

Andretti Global sembra ormai concentrato sulla collaborazione con Cadillac per l’ingresso in Formula 1. Notizia fresca è che Marcus Ericsson (autore di una gara anonima – NDR), si occuperà di aiutare il nuovo team con le prove al simulatore. Kyle Kirkwood è stato autore dell’ennesima prova incolore, con tanto di penalizzazione a causa del tamponamento di Rinus Veekay. Colton Hertha è giunto terzo, senza dubbio il migliore in questo week end, ma l’ennesimo pit sto problematico gli ha rovinato la gara. Avrebbe impensierito Palou? Assolutamente no, ma la seconda posizione se la sarebbe tranquillamente meritata. Voci di corridoio dicono che il californiano abbia alzato la voce in squadra e, in tutta sincerità, è assolutamente comprensibile. Gli errori ai box non si contano più e, a lungo andare, la pazienza di qualsiasi pilota sarebbe finita. Certo è che Andretti stia attraversando un momento di “rebuilding”, con lo spostamento della sede e il coinvolgimento ormai sempre più importante in Formula 1. Alcuni rumors vorrebbero addirittura Herta in procinto di guardarsi attorno, ma staremo a vedere.

Team Penske fa notizia: tutte e tre le macchine al traguardo e, parlando del team di The Captain, è già demoralizzante così. Ancora una volta Will Power migliore del trio con il settimo posto, decimo per Scott McLaughlin e undicesimo per Josef Newgarden. Quest’ultimo partiva terzo, ma la prestazione in gara non c’è mai praticamente stata. La cosa che deve far riflettere è che chiunque sia andato via dal team ha trovato praticamente subito altri contratti, dando valore aggiunto ad altre squadre. In vista del 2026 urge un reset, perché un team di questo prestigio non può e non deve accettare situazioni del genere. Anche l’attesa sulla decisione in merito al futuro di Will Power è ormai decisamente fuori luogo. Il pilota australiano è il più anziano in squadra, è vero, ma è sistematicamente davanti agli altri due piloti e, senza i due ritiri causa rottura del motore, sarebbe ancora più avanti. Newgarden e McLaughlin, al netto di problemi ai pit stop, sono stati autori di un 2025 raccapricciante. Per rimettersi in piedi serve l’esperienza di un pilota navigato che dia tranquillità alla squadra. Scott Dixon (e Ganassi) insegnano.

PREMA Racing è, senza alcun dubbio, la nota di colore dell’intero week-end. Calum Ilott è stato per buona parte di gara alle spalle di Pato O’Ward, portando la squadra veneta dove mai era stata. Sesta posizione finale, alla faccia di chi a inizio anno sorrideva. E badate bene che non è affatto un risultato scontato, perché il tracciato californiano non è assolutamente terreno di caccia ideale per gli inesperti. Difficile, tortuoso, occorre avere una buona messa a punto se si vuole pensare di arrivare in certe posizioni.

Tra due settimane saremo a Portland, dove Alex Palou potrà giocarsi il primo match point. Rimanete sintonizzati!

Francesco Svelto
Francesco Svelto
Non tifo e non simpatizzo squadre e piloti. Amo tutto ciò che è pure-racing a 4 ruote! Nota bene, ho scritto "pure-racing".

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