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mercoledì, Gennaio 21, 2026

IndyCar | Iowa: O’Ward e Palou si dividono la posta in palio

Nel doppio appuntamento dell'Iowa Speedway, Pato O'Ward torna alla vittoria in Gara 1, ma è Alex Palou a dominare Gara 2 e ad allungare decisamente in campionato. Weekend di luci e ombre per un ritrovato Team Penske, mentre Andretti sprofonda tra incidenti e sfortuna.

Pato O’Ward su Arrow McLaren ha vinto Gara 1 sul circuito ovale dell’Iowa. 275 giri full gas dove il messicano, alla fine, ha prevalso sul poleman Josef Newgarden (Team Penske) che è sembrato completamente rinato. Terzo e quarto posto per Will Power e Scott McLaughlin, che certificano un risultato assolutamente monstre per il Team Penske.

Stavolta partiamo dai vincitori, ovvero Arrow McLaren. Dopo un allineamento di pianeti, Pato O’Ward si è ricordato di avere le carte in regola per poter vincere una gara e, a quasi un anno di distanza dall’ultima vittoria, ha messo a segno l’ottava della carriera. Strategia di gara perfetta dei Papaya, in grado di soffiare una vittoria quasi certa a Josef Newgarden. A onor del vero, la corsa ha subito due momenti fondamentali nel finale, quando il terzo dei papaya Nolan Siegel ha distrutto macchina e barriere a curva 4 rendendo necessaria la bandiera rossa e la caution alla ripartenza a causa della PREMA di Callum Ilott finito a muro. Difficile dire se O’Ward avrebbe mantenuto la leadership senza i due episodi, resta il fatto che Gara 1 è sua. Il messicano sta arrivando anche in classifica, dove ormai Kyle Kirchwood è ampiamente nel mirino. Week end decisamente negativo fin qui per Christian Lundgaard, ventunesimo e totalmente fuori dal ritmo gara.

Team Ganassi conferma la propria solidità, un elemento che, ormai, deve fare riflettere sempre di più tutte le altre squadre. Alex Palou non è mai stato implacabile sugli ovali, nonostante la vittoria di quest’anno alla Indy500. Ed è qui che si vede il Campione con la mentalità giusta. Non posso vincere? Mantengo la calma, rimango fuori dai guai e cerco di massimizzare il risultato. Detto fatto, quinto posto e allungo ulteriore in campionato su Kyle Kirkwood. Se quando va tutto bene vinci e quando va male arrivi quinto, per gli avversari diventa complicato rimanere tranquilli. Alex Palou è un pilota velocissimo e che ha a disposizione la miglior squadra del momento, ma essere dei vincenti è una questione anche e soprattutto di testa. Accettare di non poter arrivare davanti e accontentarsi di portare a casa il massimo è un concetto sul quale tutti dovranno lavorare in vista del 2026.

Team Penske, finalmente. Che l’aria sembrasse cambiata lo si era intuito già dalle qualifiche, ma nessuno poteva aspettarsi una prestazione di questo genere. Josef Newgarden è stato battuto da O’Ward grazie alla strategia di gara, ma alzi la mano chi si aspettava i tre ragazzi di Penske al secondo, terzo e quarto posto. Scott McLaughlin partiva ultimo ed è arrivato quarto. Newgarden nelle ultime gare tra errori e problemi sembrava non vederne la fine. Non giriamoci attorno, la squadra di The Captain mancava tantissimo, la speranza è che adesso il trend diventi positivo e ci siano delle riconferme già da Gara 2. Quando tutto fila liscio, i ragazzi ci sono ancora e sanno fare prestazione. E c’è ancora da discutere le sorti di Will Power. C’è davvero bisogno di pensarci ancora, Roger?

Team Andretti, che guaio. Bruttissima battuta d’arresto per Kyle Kirkwood, primo inseguitore di Alex Palou nella classifica iridata. La foratura del pneumatico che lo ha portato a muro certifica un week end tutto in salita, già a partire dalle prove dove aveva avuto un incidente già nelle prove libere. Se per Gara 2 non ci sarà un’inversione di tendenza, il rischio di veder definitivamente svanire all’orizzonte il campione in carica è tutt’altro che remoto. Colton Herta si stava evidentemente annoiando e voleva a tutti i costi imitare Scott McLaughlin a Indianapolis. Testacoda nel giro di allineamento, anche se fortunatamente il californiano ha potuto proseguire e ha rimontato fino alla posizione numero 13. Stagione fin qui negativa per Colton, il quale rispecchia l’andamento incostante non solo di Andretti, ma di chiunque tranne Ganassi-Palou.

Santino Ferrucci e David Malukas sono stati autori di una gara solida, terminata rispettivamente in ottava e dodicesima posizione. Altro fieno in cascina per A.J. Foyt. Purtroppo, Gara 1 negativa per il TEAM Prema. Come detto in apertura di articolo, Callum Ilott è finito a muro nelle fasi finali di gara e Robert Shwartzman è giunto in ventesima posizione. In questo tipo di gare l’esperienza conta tantissimo, ma c’è margine per rifarsi in vista di Gara 2. Da segnalare l’ottima prestazione di Conor Daly (Juncos Hollinger Racing), partito secondo e giunto settimo.


Gara 2

Gara 2 è finita con la doppietta di Ganassi: Alex Palou sul gradino più alto del podio e Scott Dixon subito alle sue spalle. Terzo posto per Marcus Armstrong (Meyer Shank Racing). Lo spagnolo, che partiva dalla pole position, è stato autore dell’ennesima gara capolavoro. Peccato per la caution a pochi giri dalla fine che ha tolto dai giochi Josef Newgarden, autore di una strategia praticamente perfetta fino a quel punto.

Cos’altro dire del Team Ganassi? La verità è che quando sei bravo, sei anche fortunato. Alex Palou è partito dalla pole position e si è limitato a fare quello che sa fare meglio: gestire la gara. Scott Dixon partiva dalla casella numero 8 ed è stato autore dell’ennesima gara capolavoro. Gli anni passano, ma lui non lo sa ancora e continua a deliziarci con gare al limite della perfezione. Nessuno come lui sa gestire carburante e pneumatici. E, quando è in giornata, porta ancora tutti a scuola. Palou è sempre più dominatore della stagione, e mancano ormai quattro gare.

Arrow McLaren ha completato un’altra gara solida. Dopo la vittoria in Gara 1, Pato O’Ward è giunto quinto, mai in lotta per le posizioni da podio. Subito dietro al messicano Christian Lundgaard, che è riuscito a mettere insieme tutto l’ingranaggio per evitare il peggior week end possibile. Brutta parentesi per Nolan Siegel: incidente in Gara 1 e non ammesso a Gara 2 dopo i controlli medici. Troppo forte il botto al giro 248 per poter nuovamente salire sulla sua monoposto. Coraggio Nolan, ti aspettiamo a Toronto.

Team Penske a due facce. Dopo l’exploit in Gara 1, la sfortuna si è ripresentata implacabile al via di Gara 2. Scott McLaughlin non ha praticamente preso il via: il testacoda di Devlin De Francesco (Rahal Letterman Lanigan Racing) ha messo fuori dai giochi anche la vettura numero 3 di Penske e dopo soltanto 21 tornate il motore Chevrolet della vettura gemella guidata da Will Power si è ammutolito come a Mid-Ohio. Josef Newgarden, rimasto solo, è stato pesantemente condizionato dall’ultima caution. Siamo onesti, se la fortuna avesse girato un po’, quasi sicuramente staremmo qui a parlare della doppia vittoria di Newgarden, ma con i se e i ma non si va da nessuna parte. Urge trovare delle soluzioni, specialmente sul fronte affidabilità. Un motore che per due volte accusa lo stesso tipo di problema non è accettabile in un top team come quello di Penske. Gara 1 ha, fortunatamente, dato le risposte che si stavano cercando: i piloti ci sono, adesso si tratta solo di metterli nella miglior condizione possibile per esprimere tutto il loro potenziale.

Andretti Global lascia l’Iowa con tanti dubbi e una sola certezza. Kyle Kirkwood ha perso il secondo posto in campionato ai danni di O’Ward e, quasi sicuramente, ha dato l’addio alla lotta per il titolo. Colton Herta finito a muro certifica non solo un week end deludente, ma una stagione fin qui ampiamente sotto tono. Andretti Global è una di quelle squadre che deve assolutamente ritrovarsi, perché fino a qui gli errori sono stati decisamente troppi. I piloti ci hanno messo del loro in alcuni frangenti, ma è pur vero che i continui pit stop thrilling di Herta e un andamento ondivago della competitività della macchina ha fatto il resto. Marcus Ericsson fuori per incidente rispecchia l’andamento della squadra.

PREMA Racing ha centrato la top ten con il nono posto di Robert Shwartzman, peccato per il ritiro di Calum Ilott anche in Gara 2. Questo risultato non è per nulla scontato e certifica il buon lavoro fatto fin qui dal team italiano. Alzi la mano chi, a inizio stagione, fosse lontanamente convinto che nella stagione di debutto la squadra avrebbe fatto una top ten e la pole position alla Indy 500. Adesso si tratta di continuare a lavorare per concludere bene la stagione. A.J. Foyt piazza David Malukas al quarto posto con Santino Ferrucci quindicesimo. Menzione di merito anche in Gara 2 per Conor Daly (Juncos Hollinger Racing): arrivato sedicesimo, ma è rimasto per buona parte della gara in top ten. Questo tipo di risultati da parte delle squadre minori non sono affatto scontati o di poco valore: siamo ormai verso la fine della stagione e parliamo di squadre che devono stare molto attente al budget. Da quando è arrivato l’ibrido, i costi della Indy sono praticamente raddoppiati e, alcune scuderie, devono risparmiare i motori onde evitare di non finire la stagione.

Non andate via, perché il prossimo week end si va in Canada, sul cittadino di Toronto!

Fabrizio Bianchini
Fabrizio Bianchini
Da sempre appassionato di motorsport, specialmente del motorsport "old style" fatto di pazzia, romanticismo e odore di gomma bruciata.

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