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F1 | Correre sotto la pioggia: Verstappen VS FIA, Chi ha ragione?

Nel lunedì post GP del Belgio, risuonano ancora le parole di Verstappen che criticano la direzione gara per essere stata troppo cauta e non averli fatto correre sul bagnato. Vediamo cosa ha detto l'olandese.

All’indomani del GP del Belgio ci ritroviamo ad ascoltare due opinioni contrastanti sul problema scaturito ad inizio gara di SPA. La decisione di posticipare la corsa e tardarne l’inizio ha visto contrapporsi diverse opinioni. In particolare Verstappen ci è andato duro nei confronti della direzione gara, non reputando la scelta di posticipare l’inizio corretta.

F1- Verstappen in azione durante il GP del Belgio.
#BelgianGP
Ph: Oracle Red Bull Racing via X

Il ritardare l’inizio della gara per molti è stato visto come un limitazione dell’essenza delle corse. Uno dei principali sostenitori di questa tesi è stato proprio Verstappen. Da sempre l’olandese è un pilota che si esalta con quando piove e di certo correre a SPA in quelle condizioni, con una macchina inferiore, lo avrebbe sicuramente aiutato nella lotta con le McLaren. “La direzione gara è stata parecchio conservativa. Saremmo dovuti partire subito, perché non pioveva. Avremmo potuto stare dietro alla Safety Car per 3-4 giri e poi si sarebbe potuti partire. Abbiamo parlato e ci avevano detto che sarebbero stati più cauti, ma così sono stati troppo estremi“.

L’olandese dalla sua ha la scelta di aver optato per un settaggio improntato ad una gara bagnata. D’altro canto però chi può dargli torto. La scelta Red Bull è stata basata sulle previsioni della domenica.  Quindi su una gara corsa alle 15.00 e con un rovescio consistente. Il posticipare la gara e quindi far correre in condizioni in cui la pista si sta asciugando comporta due problemi principali. In primis si vanno a rovinare i piani dei team che spesso basano le proprie corse proprio su queste strategie sia l’essenza vera del motosport.

F1-Norris e l’incidente di SPA 2021.
#BelgianGP

Per quanto SPA sia una pista particolarmente complessa e pericolosa,  andare a ritardare l’inizio di una gara per effettivamente correre sull’asciutto è un po’ una eccesso di cautela, come espresso dall’olandese. In tempi non recenti, piloti con molte meno protezioni e sistemi di sicurezza all’avanguardia, correvano al massimo senza degnarsi minimamente di queste problematiche. Gli incidenti di Grosjean (Bahrain, 2020) o Norris (SPA, 2021) dimostrano come sia molto più migliorata la sicurezza di queste vetture e del tracciato stesso. La scelta è stata dettata anche dagli avvenimenti degli ultimi anni che purtroppo hanno visto due piloti perdere la vita. Sarebbe giusto considerare che i due incidenti in questione (Hubert, F2 2019 e Van’t Hoff 2023) siano venuti da vetture molto più leggere, più piccole e meno sicure di una F1. Le condizioni della gara di SPA di quest’anno, erano molto ma molto migliori rispetto agli incidenti citati sullo stesso circuito.

Per quanto possa essere rischioso  correre in quelle condizioni, stiamo sempre parlando di coloro che dovrebbero essere i venti migliori piloti al mondo a guidare della vetture di F1. Inoltre sorgono alla mente due domande: Perchè le full wet esistono se non sono mai state utilizzate perchè sollevano troppa acqua? Non sarebbe il caso di progettare un altro tipo di pneumatico in grado di permettere ai piloti di correre in quelle condizioni?

Gabriele Bovio
Gabriele Bovio
Editor for Pittalk, FIA Accredited. Master's Degree Management engineering student.

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