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domenica, Gennaio 18, 2026

IndyCar | Palou crolla dalla pole, Dixon lo punisce e vince tutto

Scott Dixon torna alla vittoria sfruttando l'errore del compagno Palou, leader del campionato che butta via la gara dalla pole position. Doppietta Chip Ganassi mentre Team Penske sprofonda con doppio ritiro e cambio ai vertici dirigenziali.

Scott Dixon (Chip Ganassi Racing) ha vinto la Indy 200 corsa sul circuito di Mid-Ohio. Secondo posto per il compagno di squadra e leader della classifica Alex Palou, che dopo essere partito dalla pole e aver condotto quasi tutta la gara, ha buttato al vento le possibilità di vittoria a causa di un errore. Terzo posto per Christian Lundgaard (Arrow McLaren).

In una stagione dove tutti fanno a gara a chi butta via punti, Chip Ganassi non solo ha il pilota che sta letteralmente ammazzando il campionato, ma si prende il lusso di fare doppietta grazie a uno Scott Dixon tornato in palla già da qualche tempo. Va bene che la gara l’ha buttata via Palou, ma quella vecchia volpe di Scott ha avuto il merito di crederci sempre, rimanere a una distanza giusta per poter approfittare di eventuali sbavature e, come sempre, gestire gomme e benzina alla perfezione. Chi pensava che il 44enne di Brisbane fosse ormai buono per la pensione, dovrà ricredersi e anche alla svelta. Il buon Chip lo sa e la carta d’identità non la guarda nemmeno. Fiducia incondizionata, ed ecco i risultati. Guai a dare per spacciato Scott Dixon, e teniamolo d’occhio perché da un sei volte campione IndyCar c’è da aspettarsi di tutto.

Team Andretti in chiaroscuro qui a Mid-Ohio: Kyle Kirchwood non è andato oltre la decima posizione, mai in gara e mai nelle posizioni di vertice. Bene Colton Hertha, autore di una gara solida e di qualche giro in testa. Peccato per l’ennesimo pit stop thrilling al quale il pilota californiano ci ha ormai abituato: problema all’anteriore sinistra con i meccanici che hanno dovuto rialzare la vettura, con conseguente perdita di tempo ai box. Colton è giunto quarto, ma senza quel contrattempo, forse, si poteva anche puntare al podio. La dodicesima piazza di Marcus Ericsson non può far sorridere Andretti Global: con un Kyrchwood con le polveri bagnate, c’era da massimizzare il risultato con Hertha, ma questi continui errori ai pit stop generano solo e unicamente frustrazione e nervosismo. In questa IndyCar dev’essere tutto perfetto, altrimenti il risultato, semplicemente, non arriva.

Arrow McLaren ha riproposto il solito copione che va in scena da inizio stagione: una gara così così e una gara solida. Christian Lundgaard sul podio e Pato O’Ward quinto. Non banale la gara del messicano, che partiva quindicesimo dopo una qualifica estremamente complicata. La classifica del campionato non è male, con O’Ward terzo e Lundgaard sesto, ma vale un po’ il discorso fatto per Andretti. L’impressione, è che troppo spesso ci si affidi alle prestazioni del singolo pilota, senza una lettura definita delle varie fasi del week end di gara. Se sei un pilota che ambisce alle vittorie e alla testa del campionato, non si possono avere problemi in qualifica più o meno costantemente. Tutto incide, la differenza sta nei dettagli.

Team Penske merita una riflessione a parte. I risultati sono disastrosi, anche qui doppio ritiro con Josef Newgarden fuori al via e Will Power fermato da un problema al motore. Scott McLaughlin giunto quintultimo certifica una situazione che, sportivamente parlando, si fa sempre più drammatica. La squadra è alla deriva, non funziona niente e, la notizia fresca, è che il nuovo Presidente sarà Jonathan Diuguid (al posto di Tim Cindric – NDR) con Travis Law in qualità di Competition Director. Si tratta di due figure validissime, che però sono già impegnate a seguire le squadre Penske in IMSA e nel WEC. L’unico campionato dove Penske va bene è l’IMSA, nel WEC sono più i bassi degli alti e in IndyCar è una tragedia. Forse sarebbe servito un po’ più di coraggio, cercando figure nuove e che potessero dedicarsi completamente alla squadra impegnata in Indy. A stagione in corso è difficile trovare figure di livello libere di accasarsi, ma questa non è più una categoria dove basta l’esperienza ventennale per tornare davanti. Chip Ganassi sta letteralmente dominando la stagione e, guarda caso, è sempre al muretto non solo in gara ma in tutti i turni di prove. Se si vuol vincere, serve costanza e presenza. Occhio a sottovalutare certi aspetti, perché in altri lidi chi antepone il blasone alla pianificazione non vince niente dal 2007. Piccola nota di cronaca: Will Power continua a essere senza contratto per la prossima stagione, tuttavia, è il primo pilota di Penske in classifica di campionato. Durante le fasi di ricostruzione, un pilota esperto serve come il pane. Non sarebbe il caso di firmarlo questo rinnovo?

Buona prestazione per PREMA Racing, con Callum Ilott giunto tredicesimo e Robert Shwartzman ventunesimo. Mid-Ohio è un circuito difficile, dove non si improvvisa niente e dove chi parte dietro è enormemente svantaggiato a causa dell’aria sporca della vettura che precede. Aver messo una macchina a quattro secondi dalla top ten è decisamente notevole, se si considera da dove si partiva a inizio stagione. Adesso arriva un mese di fuoco, con diverse gare ravvicinate e il doppio appuntamento della prossima settimana. Massimizzare l’esperienza percorrendo il massimo dei giri possibile sarà vitale per gettare basi sempre più solide in vista dei prossimi anni.

Tenetevi pronti, perché nel prossimo week end si va in Iowa per il double header!

Fabrizio Bianchini
Fabrizio Bianchini
Da sempre appassionato di motorsport, specialmente del motorsport "old style" fatto di pazzia, romanticismo e odore di gomma bruciata.

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