Nonostante la guida dello spagnolo, la Ferrari non poteva non mettere in evidenza i suoi limiti: dopo la seconda girandola dei pit stop, infatti, la macchina italiana si ritrovò quarta dietro alla Red Bull e alle McLaren.
La Ferrari dello spagnolo, menomata dalla rottura dell’ala mobile, alla vista della vettura d Hamilton, sembrò volare. Il dissidio tra Alonso e Hamilton, risaliva dai tempi del loro anno vissuto insieme nella scuderia inglese quando il connazionale noncurante dello status di prima guida dello spagnolo, gli mise spesso le sue ruote davanti decretando di fatto lo spostamento dell’asse McLaren nei suoi confronti.
E’ ambizione di tutti i costruttori creare un pilota, Ferrari insegna, e Ron Dennis non ne fu certo esente; potendo lanciare un prodotto del suo vivaio, anche meno costoso, non ci pensò due volte togliendo allo spagnolo lo status di prima guida assoluta e mettendoli sullo stesso piano.
Alonso non accettò la cosa, anzi si comportò come un estraneo in McLaren arrivando ad accusare il team durante il processo per la famosa Spy story. Da quel momento l’occasione per scontrarsi in pista non furono solo dei duelli tra due fuoriclasse ma furono volti a voler dimostrare una supremazia sull’altro che ricordava quella messa in atto da Senna e Prost.
Fu così che, in quel frangente, la Ferrari arrivò in scia della McLaren e Alonso, nonostante la vettura non al top, riuscì ad abbozzare un sorpasso. Sarebbe stato un gran risultato e una iniezione di fiducia per tutta la squadra ma Hamilton all’ultimo si spostò cambiando traiettoria, rompendo così l’alettone anteriore della Rossa.
Alonso fu obbligato a fermarsi ai box a cambiare il musetto e quando rientrò in pista provò a recuperare ma fu solo grazie al ritiro di Petrov che riuscì a tagliare il traguardo in sesta posizione.
A fine gara la direzione corsa sentì i duellanti e decise di punire Hamilton di venti secondi (per essersi spostato pi volte in occasione del sorpasso) e Alonso in pari misura (reo di non aver fatto nulla per evitare di scontrare la macchina avversaria).
Le polemiche divamparono feroci ma di fatto il regolamento molto restrittivo non mise mai le ali ai piedi al dualismo di questi due campioni, il cui unico torto è stato quello di essersi incontrati e mai veramente battuti a parità di macchina.
Classifica finale del Gran Premio della Malesia 2011:
| Pos | Nº | Pilota | Costruttore | Giri | Tempo/Ritiro | Griglia | Punti |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | 1 | 56 | 1h 37’39″832 | 1 | 25 | ||
| 2 | 4 | 56 | +3″261 | 4 | 18 | ||
| 3 | 9 | 56 | +25″075 | 6 | 15 | ||
| 4 | 2 | 56 | +26″384 | 3 | 12 | ||
| 5 | 6 | 56 | +36″958 | 7 | 10 | ||
| 6 | 5 | 56 | +57″248 | 5 | 8 | ||
| 7 | 16 | 56 | +1’06″439 | 10 | 6 | ||
| 8 | 3 | 56 | +1’09″957 | 2 | 4 | ||
| 9 | 7 | 56 | +1’24″896 | 11 | 2 | ||
| 10 | 15 | 56 | +1’31″563 | 14 | 1 | ||
| 11 | 14 | 55 | +1 giro | 17 | |||
| 12 | 8 | 55 | +1 giro | 9 | |||
| 13 | 18 | 55 | +1 giro | 12 | |||
| 14 | 19 | 55 | +1 giro | 13 | |||
| 15 | 20 | 55 | +1 giro | 19 |





