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mercoledì, Febbraio 18, 2026

F1 | Storia: Rosberg-Hamilton rivali come Senna e Prost?

Tra i due ci saranno le prime ruggini, alimentate l’anno dopo da un altro episodio contestato. Imola, Autodromo Enzo e Dino Ferrari. La McLaren deve riscattare un terribile avvio di stagione, iniziata con la incredibile vittoria della Ferrari di Nigel Mansell a Rio de Janeiro. Per il brasiliano e il francese sembra un copione pressoché scritto: prima fila e doppietta apparentemente facile. Ma chi taglierà per primo la linea del traguardo? Senna riesce a Formula_1,_GP_San_Marino_1989,_Imola,_Prost_e_Sennapartire bene dalla pole, mantenendo il comando fino all’interruzione causata dall’incendio della Ferrari di Berger, domato con un tempismo da record dai Leoni della CEA. Bandiera rossa e tutto da rifare. Ma al secondo via Prost sembra quasi rispondere idealmente a quello che Senna aveva fatto l’anno prima all’Estoril, scattando meglio e percorrendo in testa la curva del Tamburello. Il patto tra i due era che chi scattava per primo al semaforo avrebbe mantenuto la leadership della gara, un po’ come accadrà alcuni anni più tardi tra Mika Hakkinen e David Coulthard.

Ma alla staccata della Tosa Senna sorprende tutti, da Prost allo stesso Ron Dennis, andando a prendere il comando della gara e disobbedendo così all’accordo preso con Prost prima del via. Il francese continuerà a rimanere incollato al brasiliano praticamente per tutta la gara, prova a impensierirlo, ma Senna, sfruttando anche i doppiaggi nel corso della gara, riesce a mettere un discreto margine tra sé e un Prost carico di rabbia, che sul finale si deconcentra e va in testacoda. Al termine della gara Prost si scaglia contro Senna, lo afferra per la tuta e gli chiede conto del tradimento del patto, con Ron Dennis che invece minimizza sull’accaduto e si gode la doppietta. Senna prova a giustificarsi, dicendo che il patto valesse solo per ma prima partenza e non per il restart, ma per Prost è finita, non c’è più complicità, non c’è più lealtà, solo collaborazione tecnica. Ormai tra i due vale tutto, anche le sportellate pesanti, e quello che accadrà a Suzuka, con l’annesso fiume di polemiche, sarà solo il naturale epilogo di questa storia.

Ecco, se forse vogliamo trovare un filo conduttore e una qualche similitudine tra le due coppie di piloti, a quasi 30 anni di distanza, è proprio questa: nel momento in cui si trovano a combattere ad armi pari sono disposti a tutto, a far saltare accordi, a farsi persino dei colpi bassi senza che il team potesse in qualche modo intervenire (tant’è che il muretto Mercedes è spaccato in due). Una scena che, anche ora, per la sacra regola che il principale avversario è il compagno di squadra, sta riproponendo gli stesi interrogativi che i due fuoriclasse della McLaren misero in testa allo staff di Ron Dennis. Auspicando che, comunque, l’epilogo della storia non sia cruento come quello di fine 1989.

Cristian Buttazzoni
Cristian Buttazzoni
"Life is about passions. Thank you for sharing mine". (M. Schumacher) Una frase, una scelta di vita. Tutto simboleggiato da un numero, il 27 (rosso, ma non solo)

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